Leggiamo in questi giorni rappresentazioni del dibattito pubblico bolognese che richiedono, a nostro parere, alcune puntualizzazioni.
Tra i vari raggruppamenti che si propongono di sfidare l’attuale maggioranza di governo vi sono alcune forze che si rifanno ad una classica impostazione civica, mettendo l’accento sulla necessità di adottare un metodo amministrativo diverso da quello che ha fin qui caratterizzato la giunta Pd/ Coalizione civica.
Non è il nostro caso.
Noi, infatti, poniamo al centro della nostra proposta una radicale discontinuità innanzitutto sulle politiche fin qui adottate, partendo dal netto peggioramento delle condizioni di vita di una parte significativa dei cittadini bolognesi.
In tal senso preferiamo di gran lunga ricorrere al termine “ popolare “.
A nostro giudizio è la condizione materiale delle persone il punto di partenza obbligato.
A partire dal diritto alla casa, alla salute, all’istruzione fin dall’infanzia, ad un contesto ambientale migliore.
E’ la radicalità delle questioni aperte a richiedere un’altrettanta radicalità di soluzioni.
E’ anche una questione di democrazia, perché quando la metà degli elettori non va più a votare la stessa democrazia diviene una scatola vuota.
Il nostro tentativo è dunque quello di provare a ridare un senso compiuto alla lotta politica, nella quale si possano apprezzare le differenze fondamentali di merito, e nella quale si possano sentire rappresentate le tante persone che stanno peggio.